#ATUPERTU: IL COMPOSITORE DI NUDITÀ

INTERVISTA A VINCENZO QUADARELLA

Dopo la lettura del testo, denso di emozioni, ho cercato di impostare il lavoro sulla stessa falsa riga. La musica e i colori per me hanno da sempre un collegamento profondo, quindi è stato facile immaginare percorsi colorati e che si immergessero nel testo, navigandone le tessiture, ed emergendo a tratti per identificare i colori stessi.

È la prima volta che concepisco la musica di uno spettacolo come un’intera opera. In realtà non voglio esattamente comunicare qualcosa, ma esaltare alcuni punti del testo ed accompagnare lo spettatore lungo il percorso che la regista ha voluto creare.

Il rapporto tra musica e messinscena è intenso, intimo. Per scrivere, ho visto colori. Mi sono immaginato davanti ad una tela bianca, e su di essa ho potuto scrivere note. Ho provato a sentire e contemporaneamente a “vedere” letteralmente la messinscena, creando un percorso emotivo agganciato, a volte saldamente a volte traballando, all’intensità del testo.