IN TACITO QUADRANTE

per una poetica dell’impossibile [parte II]

studio a partire da Immaginazione morta immaginate di S. Beckett

con
Giulia Messina e William Caruso

musiche originali
Vincenzo Quadarella

disegno luci
Stefano Barbagallo

regia e drammaturgia
Auretta Sterrantino

assistente alla regia
Elena Zeta

osservatorio critico e ufficio stampa
Vincenza Di Vita

QA-QuasiAnonimaProduzioni/Nutrimenti Terrestri

Lui e Lei.
E una rotonda. Tutta bianca.
Nessuna entrata. Nessuna uscita.
Solo il tempo che si muove finito e infinito, avanti e indietro, in un unico istante.
Frantumi che scorrono fluidi si sovrappongono e si susseguono, in una costante rincorsa che non trova respiro. Tutto è chiuso come in un mirino, come in un piccolo spioncino che proietta il nostro sguardo su due esistenze tanto concrete quanto indefinite.
Non importa chi sono o da dove vengono.

Lo studio prende le mosse dalla prosa breve di Samuel Beckett Immaginazione morta immaginate e segue il percorso tracciato con Cenere. Dalla terra desolata di matrice eliotiana, popolata da un unico indefinito personaggio sempre in dialogo con il pubblico, ci spostiamo in uno spazio chiuso e definito. Qui i paesaggi non cambiano neanche nell’immaginazione, se non tra un prima e un dopo.
Immaginare che l’immaginazione sia morta si rivela oggi suggestione concreta, in un mondo che sempre più si sta abbandonando a un’alta definizione che non è frutto di attenta analisi ma solo di tecnologia: l’immagine non nasce più da noi ma è calata dentro di noi dall’esterno, perdendo così tutti i suoi connotati e divenendo dato.
Ancora una volta in un’atmosfera post catastrophe, veniamo proiettati in uno spazio altro, in cui ciascuno di noi ha molto di sé da riconoscere.
Questione di tempo.

I TAPPA
8 SETTEMBRE 2021 – Cortile Teatro Festival | Area Iris – Via Consolare Pompea 240, Messina