TENDERE LA MANO

#DIARIODIUNGIORNODIRIPRESE
di Francisca Mangano

Il cortometraggio Antonino, scritto e diretto dal regista e attore Angelo Campolo, sta facendo il suo tour di presentazione. Hanno iniziato a girare nel febbraio 2025 e noi siamo stati invitati ad assistere.
Quello che segue è il diario di un pomeriggio di riprese, un pomeriggio di nostalgia e scoperte inattese.

Sabato 1 marzo 2025, ore 16:45
Appuntamento presso la Caritas di Messina.

Un sabato insolito, diverso, un sabato che mi ha dato speranza e la consapevolezza che spesso, nonostante se ne parli molto poco, i ragazzi come quelli con cui sono cresciuta vengono aiutati, visti, ascoltati, educati a un mondo di valori diverso.

Arrivo in nero, quel nero trasparente quasi camaleontico, che si adatta a tutto, che può essere qualunque colore si voglia. Il cielo è grigio, quasi immobile, sembra che il mondo stia andando a rilento e che le cose si muovano solo dentro, nella stanza in cui vengo condotta e in cui trovo la troupe e il regista.

Lui mi viene incontro, mi dice di sedermi, mi spiega che non ci sarà tempo per l’intervista – con le riprese sono in ritardo di una scena – ma che potrò fare tutte le foto che voglio e che sarà disponibile nei giorni successivi per una telefonata.

Non c’è tensione, non c’è imbarazzo, siamo tutti lì per fare il nostro lavoro, per osservare e per crescere insieme alle riprese. Ognuno ha il proprio posto, ognuno ha il proprio passo, il proprio incarico: Angelo Campolo sta insieme ai ragazzi, siede in mezzo a loro, spiega passo per passo quello che faranno, quello che ciascuno deve fare. Sono lì, davanti ai miei occhi, una squadra: davanti a me una cosa che io non avrei mai il coraggio di fare. La cosa che più mi affascina è il modo in cui il regista riesce a comunicare con i ragazzi senza risultare imbarazzato o imbarazzante, quel patto di fiducia che so bene quanto sia difficile da raggiungere e che sembra legarli gli uni agli altri in un filo impenetrabile, un filo che poche volte ho visto nella vita e che pochissime ho avuto il piacere di sperimentare. Sono tanti ma insieme sono uno, ciascuna persona dentro la stanza sembra essere il tassello di uno stesso ingranaggio che si muove in una sola direzione: li invidio. Li guardo consapevole che posso solo fare tesoro degli attimi come questo, che per me sembra essere tutto passato, che io ora sono evoluzione e non più ingranaggio.

Non capisco cosa dovrebbe succedere in questa scena, so solo che il protagonista è arrabbiato, che prende a calci una sedia e che c’è un video immaginario. Non mi sforzo neanche di capire, mi sforzo solo di osservare, di non perdere un attimo, nessun movimento, nessuna parola o scambio di battute ed è in questo non perdermi, non perdermi mai, non perdermi nulla, che riscopro una gioia da tempo sepolta dentro di me: la gioia di condividere il proprio tempo con qualcuno per la realizzazione di qualcosa, senza conoscerne il risultato. Con Angelo Campolo e i suoi ragazzi ho rispolverato la gioia che in questi anni mi ha dato il teatro, la creazione degli spettacoli, che mi ha dato la compagnia di cui faccio parte e che scelgo ogni giorno consapevolmente e con il cuore.

Angelo Campolo ha portato sugli schermi una storia che è sua ma che in realtà è di tutti, che in realtà è un po’ anche mia. La storia di Antonino, di un ragazzo cresciuto in un ambiente che a noi sembra sbagliato ma che per lui è giusto: è la storia di alcuni miei compagni di classe, di giochi, di merende, compagni che per anni mi sono stati accanto e che non ho mai guardato con gli occhi di chi pensa che il loro modo sia quello sbagliato, neanche quando le nostre strade iniziavano a dividersi. È una storia che mi dà speranza, che mi fa credere che forse quelle merende rubate inconsapevolmente siano diventate delle colazioni offerte consapevolmente e responsabilmente, che quel ragazzo scorbutico, prepotente, diverso e ‘sbagliato’, quello con il padre strano, pericoloso e per noi piccoli addirittura spaventoso, sia diventato un ragazzo pieno di speranza, di sogni.

Spero che la storia di Antonino sia diventata la storia di molti, o che perlomeno molti abbiano fatto quell’incontro che poi ha dato loro una possibilità. Spero che oggi i ragazzi che hanno intrapreso un cammino segnato, quando io ancora potevo giocare, leggere e perdere tempo al sole, abbiano incontrato qualcuno che li volesse educare ancor prima di volerli cambiare.

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ANTONINO
con Lorenzo Nocella, Angelo Campolo, Anna Maria De Luca, Giovanni Moschella, Mattia Bonaventura, Irene Muscarà, Giovanna Mangù, Lorenza Denaro
Produttore esecutivo: Giuseppe Ministeri
Direttrice di produzione: Mariaclara Spartà
Musiche originali: Gianluca Testa
Costumi: Cinzia Preitano
Make-up artist: Angela Gugliotta
Actors Coach: Antonio Previti
Aiuto regia: Roberto Bonaventura
Suono: Claudio La Rosa
Montaggio: Gaetano Sciacca
Direttore della fotografia: Morgan Maugeri
scritto e diretto da Angelo Campolo
www.granmircifilm.it