TUTTO IL MONDO È PALCOSCENICO

Omaggio al Teatro

Antonio Calenda racconta

Accompagna al pianoforte: Filippo La Marca

«Tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne sono soltanto attori. Hanno le loro uscite come le loro entrate, e nella vita ognuno recita molte parti, ed i suoi atti sono sette età».
Così recita Jack in As you like it, di William Shakespeare, tradotto da Antonio Calenda per gli Oscar Mondadori. Dall’incipit di questo monologo Antonio Calenda ha estratto il titolo per il suo spettacolo, una prima assoluta dedicata alla nostra rassegna.
Un gigante che del teatro conosce profondamente e vive il senso del sacro e l’ironia beffarda, ci accompagnerà attraverso gli incontri, le esperienze, i risvolti imprevedibili di una carriera che attraversa, con oltre cento spettacoli, più di cinquanta anni di storia del teatro italiano.
Un cammino fatto di “incontri” con grandi autori di prosa e di opera – come Shakespeare, Brecht, Beckett, Campanile, Pirandello, Pinter, Miller, Sofocle, Rossini, Mozart, Verdi e Strauss tra gli altri – e di condivisione con grandi artisti, come Giorgio Albertazzi, Roberto Herlitzka, Virginio Gazzolo, Gigi Proietti, Mario Scaccia, Eros Pagni, Kim Rossi Stuart, Pupella Maggio, Piera degli Esposti, Anna Proclemer e José Carreras tra gli altri.

 

ANTONIO CALENDA
Si è laureato in Filosofia del Diritto con la tesi “Il concetto di Giustizia nell’Orestea di Eschilo” e ha iniziato la propria attività teatrale nell’ambito del Teatro Universitario di Roma. Nel 1965 ha fondato insieme a Virginio Gazzolo e Gigi Proietti il Teatro Centouno che ha rappresentato per l’attività di ricerca e sperimentazione di queglianni uno dei primi punti di riferimento. Successivamente ha lavorato per il Teatro di Roma e ha diretto in due riprese, e per un periodo di nove anni, il Teatro Stabile dell’Aquila le cui produzioni hanno circuitato all’estero, in paesi quali Australia, Francia e Canada.
Ha fondato la Compagnia Teatro dell’Arte per la quale, dal 1982 ha diretto spettacoli ospitati sovente da festival internazionali, e organizzato numerose manifestazioni culturali in Italia.
Ha diretto molte opere di Shakespeare (“Coriolano” con Gigi Proietti, “Come vi piace”, “Riccardo III” con Glauco Mauri, “Sogno di una notte di mezza estate” con Mario Scaccia ed Eros Pagni, “Amleto” con Kim Rossi Stuart), Brecht (“Nella giungla della città”, “La madre” con Pupella Maggio, “Madre Coraggio” con Piera degli Esposti), Beckett (“Aspettando Godot” con Pupella Maggio, “Giorni felici” con Anna Proclemer). Ha messo in scena testi di autori contemporanei come Franco Brusati (“Le rose del lago”) e Achille Campanile (“L’inventore del cavallo”, “Centocinquanta la gallina canta”, “Alta distensione”, “Un’indimenticabile serata”, “Gli asparagi e l’immortalità dell’anima”). Ha diretto oltre cento spettacoli, tra cui “Enrico IV” di Pirandello, “Svenimenti” di Cechov, “Uno sguardo dal ponte” di Miller, “Tradimenti” di Pinter, “Edipo a Colono” di Sofocle.

Antonio Calenda si è dedicato alla regia lirica, allestendo tra le altre opere “Herodiade” di Jules Massenet con Monserrat Caballé, José Carreras e Juan Pons per Teatro dell’Opera di Roma, “Semiramide” di Gioacchino Rossini, con Monserrat Caballè e Rockwell Blake per il Teatro San Carlo di Napoli, “Il turco in Italia” di Gioacchino Rossini, con R. Blake e M. Devia, per l’inaugurazione stagione 1994/95 del Teatro dell’Opera di Bologna; “Giovanna d’Arco al rogo” testo di Paul Claudel, musica di Arthur Honegger, “Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart, “Il Trovatore” (Oper Frankfurt) e “Falstaff” di Giuseppe Verdi; “Salome” di Richard Strauss.
È stato direttore del Teatro Stabile del Fruili-Venezia Giulia dal maggio del 1995 al 2012. Nell’ottobre 2010 è stato chiamato ad assumere la carica di Sovrintendente della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.
Nel 2012 ha ricevuto il premio Eschilo d’Oro dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico, avendo curato nello stesso anno la regia di “Baccanti” di Euripide al Teatro Greco di Siracusa con i movimenti Martha Graham Dance Company. Per gli spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa della Fondazione INDA ha diretto anche nel 1988 “Aiace” di Sofocle; nel 1994 “Prometeo” con Roberto Herlitzka, con le coreografie di Aurelio Gatti; nel 2001, “Agamennone” e “Coefore” di Eschilo con la collaborazione alle coreografie Micha Van Hoecke; nel 2003 “Persiani” di Eschilo Traduzione di Giusto Monaco e “Eumenidi” di Eschilo Traduzione di Manara Valgimigli.

Negli ultimi anni ha diretto “Hedda Gabler” di Henrik Ibsen con Manuela Mandracchia, Luciano Roman, Jacopo Venturiero, Simonetta Cartia, Federica Rosellini, Massimo Nicolini, Laura Piazza, scene Pier Paolo Bisleri, costumi Carla Teti, luci Nino Napoletano, musiche Germano Mazzocchetti, debuttando Nazionale al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Politeama Rossetti, Trieste. Nello stesso anno, il 2013, ha messo in scena “Una giovinezza enormemente giovane” di Gianni Borgna, ispirato ai testi di Pier Paolo Pasolini, con Roberto Herlitzka, scene di Paolo Giovanazzi, luci di Nino Napoletano, debuttando nell’ambito di Mittelfest 2013, al Teatro Ristori di Cividale del Friuli. Ancora nel 2013 ha diretto “Magazzino 18” di e con Simone Cristicchi, scritto con Jan Bernas, con la FVG Mitteleuropa Orchestra diretta da Valter Sivilotti, musiche e canzoni inedite di Simone Cristicchi.
Nel 2014 ha diretto “Finis Terrae” di Gianni Clementi, con Nicola Pistoia, Paolo Triestino e Francesco Benedetto e con Ismaila Mbaye, Ashai Lombardo Arop, Moustapha Dembélé Moustapha Mbengue, Djibril Gningue, Ousmane Coulibaly, Inoussa Dembele, Elhadji Djibril Mbaye, Moussa Mbaye. Scene di Paolo Giovanazzi, costumi di Domenico Franchi, luci di Nino Napoletano, suono di Borut Vidau, movimenti coreografici di Jacqueline Bulnes. Debutto nazionale nell’ambito della LXVIII Festa del Teatro a San Miniato.
Nel 2015 ha curato la regia di “Passio Hominis” con Lina Sastri, Jacopo Venturiero Francesco Benedetto, costumi di Domenico Franchi, luci di Nino Napoletano, musiche di Germano Mazzocchetti, movimenti coreografici di Jacqueline Bulnes. Debutto nazionale nell’ambito della LXIX Festa del Teatro a San Miniato.