CHI SIAMO

«Cosa farne del teatro? La mia risposta, se debbo tradurla in parole, è: un’isola galleggiante, un’isola di libertà.
Derisoria, perché è un granello di sabbia nel vortice della storia e non cambia il mondo. Sacra, perché cambia noi»
Eugenio Barba

QA-QuasiAnonimaProduzioni nasce a Messina nel 2013 con il preciso intento di portare sulla scena volti e testi nuovi, che facciano dialogare autori antichi e moderni con gli esiti di una nuova ricerca drammaturgica. I fondatori della compagnia sono Auretta Sterrantino e Vincenzo Quadarella. La prima è regista e drammaturgo, con un percorso di studi classici alle spalle e una lunga collaborazione con la Fondazione INDA, per cui è stata consulente scientifico e consulente alla drammaturgia – lavorando al fianco di diversi attori e registi, tra cui Antonio Calenda – e attualmente impegnata con la Fondazione come insegnante dell’ADDA, Accademia d’Arte del Dramma Antico. Vincenzo Quadarella è musicista, compositore di musiche per il teatro, scrittore e sound designer, ingegnere del suono della fondazione INDA da oltre quindici anni, formatosi con uno dei più grandi ingegneri del suono: Hubert Westkemper. Inoltre QA produce a Messina una rassegna di nuova drammaturgia totalmente autofinanziata, giunta quest’anno alla quarta edizione, “Atto Unico. Scene di Vita, Vite di Scena”, che ha portato in scena dal 2013 a oggi oltre 30 spettacoli, molti dei quali in prima nazionale, registrando importanti ospiti come Antonio Calenda, Maurizio Marchetti,  Sergio Basile, Tino Caspanello, Manuel Giliberti, Claudio Collovà, Angelo Campolo, Luca Fiorino, Roberto Bonaventura, Carmelinda Gentile, Elena Polic Greco e Donatella Bartoli tra gli altri.
In quanto compagnia teatrale, QA segue un percorso di ricerca che si concentra sulla parola, il verso, la musica e il movimento come insieme coerente e inscindibile, mezzo di indagine dei meandri più reconditi dell’animo e della psiche, eleggendo l’uomo, le sue relazioni e i suoi dissidi al centro di tutto. In questi anni QA ha prodotto e messo in scena oltre dieci spettacoli, interpretati da professionisti con un background di esperienze rilevanti in ambito teatrale (tra gli altri Fondazione INDA, Calenda, Ronconi, Castellaneta, Wertmuller, Castri, Pagliaro).

 

I FONDATORI

«In tempi difficili per il teatro abbiamo sentito il bisogno di agire, senza aspettare che le istituzioni investissero nel settore e che la crisi passasse. E allora agire per protestare, semplicemente attraverso le parole. Semplicemente facendo cultura. Semplicemente mostrando come riflettere, esporsi, fare siano l’unica strada possibile perché la nostra esistenza incida sul corso dei tempi.
Il teatro è necessario. Resistere diventa sempre più difficile. Ma solo se si inizia, anche se in pochi, anche se sconosciuti, si può diventare in tanti a difendere quello che non può non essere considerato un pilastro portante della nostra cultura. Il teatro è poesia, è parresia, libertà di parola, ce lo hanno insegnato i Greci. Il teatro ci libera, ci innalza dopo averci fatto toccare con mano il peggio di noi stessi. Non si può rinunciare a uno specchio così sincero della società e di noi stessi. L’idea è quella di dare del teatro un’immagine “essenziale” nelle sue diverse accezioni: essenziale perché coglie l’essenza di un’urgenza di comunicazione non più ignorabile. Essenziale perché cerca una sostanza che diventi nutrimento fondamentale per l’anima. Il nostro obiettivo è la crescita. La crescita personale, della compagnia, l’arricchimento attraverso lo scambio con altri artisti, la crescita di chi partecipa a questa avventura, divenendo in qualche modo oltre che spettatore anche attore di una sorta di movimento che cerchiamo di alimentare e nutrire con le nostre forze e con la nostra tenacia.

Quando abbiamo iniziato a cercare un nome sentivamo che serviva un acronimo da sciogliere, un riferimento ai nostri nomi. Così, partendo dalla Q di Quadarella, ci è tornata in mente una poesia di Pessoa:

Quasi anonima sorridi
e il sole indora i tuoi capelli.
Perché per essere felici
è necessario non saperlo?

È sembrata perfetta. Perfetta per l’incipit che riprendeva in qualche modo le nostre iniziali. Perfetta per il senso esplicito, perché in effetti Quasi Anonimi lo siamo davvero. Perfetta per il riferimento a Pessoa. Perfetta perché la felicità del fare teatro è una felicità inconsapevole, che comprendi solo nel momento in cui il teatro ti manca. Perfetta perché riporta alla mente tante immagini di noi, di tante persone di teatro – tecnici, macchinisti, scenografi, musicisti, attori, registi – sedute sotto un sole che brucia, concentrate sul pensiero del teatro, quel pensiero che nel disperderti ti definisce, che concentra te stesso in uno spazio infinito, all’interno del quale sarai un punto insieme agli altri, un coro. Quasi Anonimo. Ma quel pensiero poi diventa azione e quell’azione è l’espressione più alta di ogni pregressa fatica.

E, Quasi Anonima, capisci quanto sei felice».

Auretta Sterrantino, Vincenzo Quadarella