CATTURARE IL MOVIMENTO DELLE MANI

INTERVISTA A V. SIRACUSANO PER IL  CORTILE TEATRO FESTIVAL
a cura di Andrea Ansaldo e William Caruso

Cosa hai fatto durante il periodo della quarantena?
Questo stop forzato mi ha dato la possibilità di lavorare a dei progetti personali che avevo sempre rimandato. In ogni caso la mia vita, durante la quarantena, non è cambiata molto, dato che lavoro da sempre al computer: ho concentrato le mie ricerche sull’elettronica, riflettendo anche sul lavoro di interazione col pubblico.

Ci puoi parlare del tuo percorso artistico?
Il mio percorso nasce prima di tutto dalla musica: sono percussionista e ho suonato in diversi gruppi musicali. In una fase successiva ho cominciato a studiare la musica elettronica, diventata ormai parte integrante del mio lavoro. Nel frattempo ho intrapreso gli studi di architettura, diventando architetto e lavorando in discoteca facendo visual, ossia seguendo la musica dei dj con delle immagini. Dopo la mia amara esperienza nel campo dell’architettura, ho deciso di dedicarmi totalmente al lavoro artistico. Ho iniziato ad apprezzare il video mapping, che unisce la musica, il video e l’architettura, seguendone gli sviluppi ai primi festival sul digitale che apparivano sulla scena nazionale e internazionale.

 A quali artisti ti ispiri per il tuo lavoro?
Il progetto musicale con il mio gruppo si basa sulla musica etnica e, difatti, ho seguito quell’ambiente musicale per molti anni. In questo genere di musica c’è molta commistione tra la tradizione e la musica elettronica. Per quanto riguarda la scena dell’elettronica, mi piace molto la musica ambient, come quella di Jon Hopkins e di Max Cooper, entrambi alla ricerca di atmosfere e suoni particolari.

Perché Theremani?
Questo non è uno spettacolo. Saranno le persone stesse a fare la propria performance personale. Theremani viene dal theremin, che è uno strumento della musica elettronica. Questo funziona con un movimento delle mani su delle antenne: la distanza delle mani da questi sensori modifica i parametri dello strumento elettricamente, regolando nello specifico il volume con una mano e l’azione con l’altra. Qui non c’è un theremin, ma un sensore che cattura il movimento delle mani. Theremani è un gioco di parole, nato dalla sua traduzione dall’inglese: le mani là. Questo movimento delle mani interagirà con lo spazio del Cortile: tutto prenderà forma nella relazione fra la persona che controlla l’installazione con le proprie mani e la posizione delle stesse mani, che gestirà un complesso di suoni e luci. L’installazione, nonostante i parametri cambieranno per ogni singolo partecipante, lavorerà su delle scale preimpostate, restituendo così un risultato sempre musicale all’orecchio.

In che modo Theremani s’inserisce nel tuo percorso di ricerca?
Theremani è un’installazione che è nata dall’idea di dare la possibilità all’installazione stessa di rivivere in futuro. Normalmente le mie installazioni di video mapping vengono create per la facciata di un edificio, quindi per un lavoro che muore quando l’installazione finisce, diventando così un’arte non replicabile. Questa installazione, invece, è adattabile allo spazio e può essere replicata in infinite modalità. Quello che sta alla base di Theremani è questo continuo cambiamento in base allo spazio. Per ogni nuova installazione mi impongo di trovare soluzioni nuove, proprio per fare piccoli passi in avanti nella mia ricerca.

Come interpreti il rapporto tra corpo e suono?
Il movimento di un corpo è parte del suono. Tornando al discorso delle percussioni, nella tradizione africana la danza è un elemento che accompagna costantemente la musica delle percussioni: a ogni colpo delle percussioni corrisponde un movimento del piede. Nel mio lavoro, anche con i video, ho trovato una serie di soluzioni per poter legare la musica al movimento. Questo ti porta in alcuni momenti a non avere più controllo su quello che sta succedendo, nonostante tutto accada su parametri prestabiliti, come in Theremani. La ricerca sicuramente la porterò avanti, cercando di sviluppare e approfondire l’interazione dei sensori con il linguaggio video e quello musicale.