A DUE PASSI DALLA LIBERTÀ

L’OSSERVATORIO CRITICO DI QA PER IL CORTILE TEATRO FESTIVAL 2020 – MESSINA
di Andrea Ansaldo

Per il penultimo appuntamento, lo scorso 4 agosto, il Cortile Teatro Festival ha proposto Due passi sono, lavoro noto e apprezzato della compagnia Carullo-Minasi. Lo spettacolo è il loro biglietto da visita e cavallo di battaglia, forte di un successo che lo ha portato a superare le 150 repliche in tutta Italia e a vincere numerosi premi.

All’accendersi delle luci sulla scena, appare un’istantanea di vita familiare: Carullo e Minasi interpretano loro stessi, all’interno di una scenografia che ricrea un caldo ambiente casalingo. I nostri due protagonisti stanno per buona parte del tempo seduti su delle sedioline, si scambiano battute e condividono silenzi più o meno lunghi, in modo non troppo dissimile da come una vera coppia agisce nel privato. Le informazioni che iniziano a emergere con il prosieguo dello spettacolo riguardano proprio l’impossibilità dei due di uscire dai confini casalinghi. Il mondo esterno è troppo insidioso per il corpo fragile di Pe, provato da un disagio che non viene mai esplicitato. Progressivamente emerge il desiderio, la smania d’agire tipica della privazione, dapprima riferito a voglie semplici come l’aria fresca o il cibo, poi viene fuori il bisogno di fare in grande, di prendere decisioni importanti. È qui che s’inizia a parlare di futuro, di aspettative a cui una coppia deve render conto, e lentamente Cri, la più timorosa tra i due, si lascia contagiare. Il matrimonio e la sincera voglia di concretizzare il loro amore in una nuova vita sono le spinte in grado di riportarli al mondo esterno. Le parole lasciano spazio ai gesti e a nuove suggestioni sensoriali. Grazie allo sguardo e alle parole dei protagonisti vediamo un villaggio lontano, sentiamo il mare e percepiamo la speranza di un nuovo futuro.

Idealmente Due passi sono può dividersi in due parti: nella prima, più affidata alla parola e divertente, sembra che i due attori lascino maggiormente emergere le loro reali personalità, lavorando soprattutto sull’intesa di coppia. Se nella prima parte i personaggi si muovono esclusivamente su una pedana che funge da palco e rappresenta inoltre, idealmente, il limite che li divide dal mondo esterno, nella seconda parte, più breve, Pe e Cri escono dai confini casalinghi per affrontare i pericoli del mondo esterno, armati della speranza che accompagna ogni grande cambiamento, esposti al rischio del fallimento e, al contempo, a quello della felicità. Probabilmente l’intento dello spettacolo non è quello di essere formativo o, in un certo modo, educativo, eppure dalle trame verbali dei due protagonisti emerge un pacato e dolce senso di ribellione verso le avversità, verso il sentirsi inadeguati, quasi a voler disobbedire alle proprie paure e ai propri limiti, fisici e mentali. I muri che ci dividono, reali o meno, si sgretolano di fronte alle prospettive, a volte felici, a volte inquietanti, della libertà.

 

DUE PASSI SONO
di Carullo-Minasi
regia, testi ed interpretazione di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi
scene e costumi Cinzia Muscolino
disegno luci Roberto Bonaventura
aiuto regia Roberto Bitto
produzione Carullo-Minasi e Il Castello di Sancio Panza
Premio Scenario per Ustica 2011
Premio In-Box 2012
Premio Internazionale T. Pomodoro 2013
visto al CORTILE TEATRO FESTIVAL
diretto da Roberto Zorn Bonaventura
Castello di Sancio

Ph. Giuseppe Contarini – Fotoinscena